Quali sono le novità nel settore della protezione della testa in ambito industriale?
Quali sono le novità nel settore della protezione della testa in ambito industriale?

ANSI/ISEA Z89.1-2026: Cosa sta cambiando nella protezione della testa in ambito industriale?

La norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 è stata pubblicata dall'ISEA l'11 settembre 2026 ed è stata approvata dall'American National Standards Institute (ANSI).

La protezione del capo in ambito industriale è in continua evoluzione.

La norma ANSI/ISEA Z89.1 ha costituito la base per la protezione della testa in ambito industriale negli Stati Uniti per decenni, definendo i criteri di classificazione dei caschi e le modalità di test delle loro prestazioni protettive.

Ora, la revisione del 2026 introduce un'importante evoluzione a tale quadro.

Anziché sostituire le classificazioni di Tipo I e Tipo II esistenti, lo standard 2026 mantiene la familiare struttura Tipo e Classe e aggiunge le designazioni opzionali Tipo I+ e Tipo II+. Queste identificano i dispositivi di protezione della testa testati oltre i requisiti di base per la ritenzione, le prestazioni del sottogola e, per il Tipo I+, una maggiore protezione dagli impatti.

Quindi, cosa sta cambiando? E cosa significa per i datori di lavoro, i professionisti della sicurezza e chiunque specifichi dispositivi di protezione individuale per la testa in ambito industriale?

Il punto di partenza: ANSI/ISEA Z89.1-2014 (R2019)

Prima di esaminare le modifiche in atto, è utile comprendere lo standard attuale.

La norma ANSI/ISEA Z89.1-2014 (R2019) suddivide la protezione della testa in ambito industriale in due tipologie principali:

  • La protezione per la testa di tipo I è progettata e testata principalmente per gli impatti alla parte superiore della testa.
  • Il tipo II estende i requisiti di protezione agli impatti provenienti dalla parte anteriore, posteriore e laterale, oltre che dall'alto, e include ulteriori requisiti per la penetrazione decentrata.

I caschi possono essere classificati anche in base alla protezione elettrica come Classe G, Classe E o Classe C.

Queste classificazioni restano importanti. La revisione del 2026 non si limita a sostituirle con un sistema completamente nuovo.

Al contrario, si basa su di esse.

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Quali sono le modifiche introdotte dalla norma ANSI/ISEA Z89.1-2026?

Uno degli sviluppi più significativi è l'introduzione della designazione opzionale "+", che crea le designazioni di prestazione di Tipo I+ e Tipo II+.

Il simbolo “+” indica che il dispositivo di protezione per la testa è stato testato oltre i requisiti di base di Tipo I o Tipo II, fornendo a produttori, datori di lavoro e utenti finali informazioni più chiare per l'abbinamento dei dispositivi di protezione ai rischi presenti sul luogo di lavoro.

Tipo I+

La classificazione di Tipo I+ si basa sulla classificazione di Tipo I esistente, con requisiti aggiuntivi per la ritenzione e gli impatti che avvengono lontano dalla parte superiore del casco.

Oltre ai requisiti di base del Tipo I, il Tipo I+ aggiunge la prova di trasmissione della forza decentrata nella parte anteriore, posteriore e laterale.

È necessario un sottogola, unitamente a test di ritenzione del sottogola e test di efficacia del sistema di ritenzione per valutare quanto saldamente il casco rimanga posizionato sulla testa di chi lo indossa.

A differenza del Tipo II, tuttavia, il Tipo I+ non introduce la stessa protezione aggiuntiva contro la penetrazione decentrata associata alla classificazione di Tipo II.

Tipo II+

Il tipo II offre già un profilo di protezione dagli impatti più ampio rispetto al tipo I, includendo requisiti relativi agli impatti laterali e alla penetrazione.

Il tipo II+ mantiene la protezione dagli impatti del tipo II e aggiunge un sottogola obbligatorio, test di ritenzione del sottogola e test di efficacia del sistema di ritenzione.

La distinzione è importante perché i tipi I+, II e II+ non dovrebbero essere considerati semplicemente versioni progressivamente "migliori" dello stesso casco.

Rappresentano diverse combinazioni di criteri di prestazione, pensate per diversi profili di rischio.

La revisione del 2026 aggiunge anche controlli per i dispositivi di protezione della testa “+” progettati per essere indossati al contrario. Mantiene le marcature ambientali HT e LT esistenti e rinomina la marcatura Alta Visibilità (HV) in Visibilità Migliorata (EV), senza modificare i requisiti di prestazione in termini di visibilità.

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Perché la fidelizzazione sta diventando sempre più importante

La resistenza agli impatti è solo una parte dell'equazione relativa alla protezione della testa.

Anche il casco deve essere posizionato correttamente al momento dell'impatto.

In ambienti di lavoro dinamici, i lavoratori possono trovarsi a dover arrampicarsi, piegarsi, spostarsi tra diversi livelli o operare in prossimità di strutture complesse. Scivolamenti, inciampi e cadute possono inoltre provocare movimenti che causano lo spostamento o il distacco del casco, se non correttamente fissato (fenomeno spesso definito "rotolamento").

Per questo motivo, l'efficacia dei sottogola e dei sistemi di ritenzione è un aspetto importante della norma rivista.

Il cambiamento riflette una visione più ampia della protezione: non si tratta semplicemente di come un casco si comporta quando viene colpito, ma anche se rimane nella posizione corretta per fornire tale protezione quando è necessaria.

Cosa significa questo nella scelta di un dispositivo di protezione per la testa?

Le nuove designazioni offrono ai professionisti della sicurezza un ulteriore strumento per adattare i dispositivi di protezione della testa ai rischi specifici di un determinato ambiente di lavoro.

Ma il principio fondamentale non cambia.

La scelta dei dispositivi di protezione per la testa deve basarsi sui rischi effettivamente esposti dai lavoratori.

Un casco che assomiglia visivamente a un altro prodotto non è necessariamente progettato, testato o certificato per offrire le stesse prestazioni. Questo è particolarmente importante poiché i caschi di sicurezza industriali adottano sempre più forme ispirate ai caschi da arrampicata, alpinismo e sport.

Avere lo stesso aspetto non significa che il casco abbia le stesse prestazioni.

Comprendere lo standard, la classificazione e le prestazioni del prodotto rimane fondamentale.

Test di caschi industriali

E per quanto riguarda il moto rotatorio?

Un tema che sta ricevendo sempre maggiore attenzione sia nello sport che nella protezione della testa in ambito industriale è il movimento rotatorio.

Il movimento rotatorio può verificarsi quando la testa è soggetta a determinati impatti angolati o obliqui, anziché a un impatto puramente lineare.

Questa distinzione è importante.

Ciò non significa che il moto rotatorio venga escluso come argomento di studio. Piuttosto, la sua inclusione in uno standard richiede una metodologia di prova concordata e ripetibile, che possa essere utilizzata in modo coerente su diversi prodotti e strutture di prova.

Il riepilogo pubblicato da ISEA della norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 non include i test di rotazione tra i requisiti introdotti nella revisione.

Gli standard stabiliscono anche requisiti minimi di prestazione ben definiti. Essi non rappresentano necessariamente ogni ambito in cui la tecnologia dei caschi può continuare a svilupparsi.

È qui che le tecnologie aggiuntive possono svolgere un ruolo importante, affiancandosi ai requisiti di certificazione.

La distinzione deve rimanere chiara: il movimento rotatorio è un'area importante di innovazione e ricerca nel campo dei caschi, ma non rientra nei criteri di certificazione ANSI/ISEA Z89.1-2026.

Domande frequenti sulla norma ANSI/ISEA Z89.1-2026

La norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 rende obsoleti i caschi più vecchi?

No. La pubblicazione di una nuova edizione non rende automaticamente inutilizzabili i dispositivi di protezione della testa precedentemente certificati. Ciò che conta è che il casco sia adeguato ai rischi, soddisfi i requisiti applicabili al luogo di lavoro e venga utilizzato come previsto.

L'edizione 2026 aggiunge ulteriori modalità per specificare le prestazioni. Amplia il quadro di riferimento anziché creare un requisito generalizzato per la sostituzione di tutti i caschi esistenti.

Lo standard del 2026 è ora un requisito OSHA?

Non automaticamente. A settembre 2026, le normative OSHA per l'industria generale e l'edilizia facevano ancora riferimento alle edizioni del 1997, 2003 e 2009 della norma ANSI Z89.1. Queste normative consentono inoltre l'utilizzo di dispositivi di protezione per la testa che il datore di lavoro possa dimostrare essere almeno altrettanto efficaci di quelli conformi alle norme citate.

La pubblicazione della norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 e una modifica alla normativa OSHA sono due questioni distinte. I datori di lavoro devono verificare i requisiti applicabili al proprio luogo di lavoro, anziché presumere che l'ultima edizione della norma ANSI/ISEA modifichi automaticamente la legge.

Quali aspetti dovrebbero considerare i team addetti alla sicurezza nella scelta dei dispositivi di protezione per la testa in base alla nuova normativa?

Partite dal rischio, non dalla forma della calotta o dal numero di simboli sull'etichetta. Considerate da dove potrebbero provenire gli impatti, se la penetrazione rappresenta un problema, se è necessaria una protezione elettrica, con quale livello di sicurezza il casco deve rimanere in posizione e come si integra con gli altri DPI.

Le nuove designazioni “+” forniscono ai team addetti alla sicurezza maggiori informazioni sulle prestazioni su cui basarsi. Non eliminano tuttavia la necessità di una valutazione dei rischi specifica per il luogo di lavoro.

Il tipo I+ è uguale al tipo II?

No. Il Tipo I+ estende il Tipo I con test di trasmissione della forza decentrata nella parte anteriore, posteriore e laterale, insieme a test aggiuntivi per il sottogola e il sistema di ritenzione. Il Tipo II è una classificazione diversa con requisiti per l'impatto laterale e la penetrazione decentrata. Il Tipo II+ aggiunge i nuovi requisiti per il sottogola e il sistema di ritenzione al Tipo II.

Il simbolo “+” non deve quindi essere interpretato come una semplice classificazione. Indica piuttosto una serie definita di test aggiuntivi.

Perché il sottogola è importante?

Lo scopo principale del sottogola è quello di garantire stabilità e che il casco rimanga sulla testa in qualsiasi condizione, anche le più difficili, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la guida di macchinari da cantiere su terreni irregolari, il lavoro in presenza di vento o in posizioni invertite.

Un casco, infatti, può assorbire un impatto solo se rimane correttamente posizionato sulla testa. La sigla "+" va oltre la semplice resistenza agli urti, aggiungendo requisiti specifici per il sottogola e la tenuta del casco.

Anche per chi lo indossa, la vestibilità e il corretto utilizzo sono fondamentali. Un cinturino slacciato o rimosso non può garantire la tenuta per cui è stato testato.

Che cosa significa la nuova marcatura EV?

Il requisito di visibilità non è scomparso. La norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 modifica la marcatura da Alta Visibilità (HV) a Visibilità Migliorata (EV). L'ISEA afferma che il requisito di prestazione in termini di visibilità di base rimane invariato. La nuova denominazione aiuta a distinguere la visibilità del casco dalla norma ANSI/ISEA 107, che riguarda l'abbigliamento di sicurezza ad alta visibilità.

Un casco "da arrampicata" è automaticamente di tipo I+ o di tipo II+?

No. Il termine "stile alpinistico" descrive l'aspetto di un casco, non lo standard che soddisfa. La norma EN 12492 è stata sviluppata per i caschi da alpinismo, mentre la norma ANSI/ISEA Z89.1 è uno standard industriale per la protezione della testa con proprie classificazioni in termini di impatto, penetrazione, ritenzione e resistenza elettrica.

Due caschi possono sembrare molto simili ed essere certificati secondo requisiti diversi. Le marcature e la certificazione indicano cosa è stato effettivamente testato.

Una visione più ampia della protezione della testa in ambito industriale

L'evoluzione della norma ANSI/ISEA Z89.1 riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui viene considerata la protezione della testa in ambito industriale.

La protezione si sta spostando oltre una singola direzione d'impatto.

La ritenzione è importante. Gli impatti laterali sono importanti. Il modo in cui i DPI si comportano mentre le persone sono in movimento è importante.

E l'innovazione non si ferma dove finisce uno standard.

Noi di KOROYD crediamo che una protezione efficace per la testa inizi con la comprensione dei rischi a cui è esposto chi la indossa e con la progettazione di tecnologie che rispondano a tali esigenze concrete.

Con la pubblicazione della norma ANSI/ISEA Z89.1-2026, il dibattito sulla protezione della testa in ambito industriale ha fatto un ulteriore passo avanti.

Il processo di aggiornamento dello standard è stato un vero e proprio lavoro di squadra tra i produttori di caschi, i marchi di tecnologie dei componenti e i laboratori di prova. KOROYD è orgogliosa di aver partecipato a questo processo, contribuendo a migliorare la sicurezza e la protezione di chi indossa il casco.

Fonte: Associazione Internazionale per le Attrezzature di Sicurezza (ISEA), Norma ANSI/ISEA Z89.1-2026 per la protezione della testa. Le informazioni contenute in questo articolo si basano sui materiali ISEA relativi alla revisione del 2026 della norma.

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